Lo scorso mese Plansoft ha avuto il piacere di organizzare insieme a Confindustria e Cosefi un seminario sullo stato dell’arte dell’applicazione di strumenti di Intelligenza Artificiale per le PMI (AI), dunque nel panorama delle piccole e medie imprese italiane.

Come l’Intelligenza Artificiale per le PMI può guidare la nuova impresa data driven

Il nostro ospite, il Dott. Piero Poccianti, presidente dell’associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIXIA), ci ha spiegato la direzione nella quale si sta muovendo il campo dell’intelligenza artificiale e quali sono le migliori strade percorribili per cominciare a sfruttare al meglio le potenzialità di questi strumenti nel contesto del panorama industriale.

Piero ha subito precisato che quando si sente parlare di intelligenza artificiale non bisogna pensare ad un essere intelligente in senso generale ma bensì a quella che viene chiamata intelligenza ristretta o in inglese narrow intelligence.

Questo tipo di intelligenza può essere descritto come l’insieme di quattro capacità: il percepire, l’imparare, l’astrarre ed il ragionare.

Percepire, Imparare, Astrarre, Ragionare

Il percepire è inteso come la capacità di acquisire informazioni attraverso l’osservazione del mondo che ci circonda. Come un essere umano può ad esempio percepire interpretando i segnali elettrochimici generati dagli occhi e dalle orecchie, così una macchina può interpretare i dati di telecamere, microfoni ed altri sensori.

L’imparare è la capacità di riuscire a svolgere un determinato compito attraverso l’osservazione di esempi.

L’astrarre consiste nel generalizzare le conoscenze acquisite a casistiche originali, ovvero mai affrontate durante il processo di apprendimento attraverso gli esempi.

Il ragionare permette infine di risolvere un determinato problema utilizzando principalmente la logica.

“Quando si parla di Intelligenza Artificiale bisogna intendere la narrow intelligence, ovvero l’insieme di quattro capacità: il percepire, l’imparare, l’astrarre ed il ragionare.”

Gli strumenti di intelligenza artificiale

Gli strumenti di intelligenza artificiale sono in continua evoluzione, migliorando progressivamente ciascuna di queste quattro capacità.

In una prima fase iniziale questi algoritmi si concentravano quasi esclusivamente sul ragionamento, e sulla soluzione di problemi attraverso un procedimento logico e predeterminato. Oggi, grazie allo sviluppo delle reti neurali profonde, le macchine hanno acquisito capacità di percezione e apprendimento che in molti ambiti superano quelle umane.

La capacità che ad oggi è meno sviluppata è quella relativa all’astrazione: le macchine non sono in grado di generalizzare e si rivelano poco affidabili quando si trovano di fronte a casistiche lontane dagli esempi dai quali hanno imparato.

Nel contesto del settore industriale, per trarre il massimo vantaggio dall’intelligenza artificiale si cercano di sfruttare quelle che sono le migliori capacità degli algoritmi allo stato dell’arte attuale, ovvero il percepire, l’imparare ed il ragionare.

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